Adempimenti degli eredi: la burocrazia dopo la morte
Forse per paura, o semplicemente per la poca informazione che viene fatta sulla morte, ma soprattuto per il nero che essa si porta dietro, la nostra comunità risulta disinformata e poco preparata.
Non tutti sanno che ha seguito della morte di un nostro caro, oltre al vuoto incolmabile che viene lascito, agli eredi spettano una serie di procedure burocratiche non indifferenti.
Ognuna delle nostre vite è speciale, perché differente dalle altre, basti pensare al nostro percorso, ognuno di noi compierà dei passaggi specifici e irripetibili che lasciano dietro di noi un lungo filo rosso, ecco com’è possibile prendere possesso o guida di questo filo rosso o alle volte cancellarlo?
Può sembrare una domanda banale, ma tutto è tranne che banale. Credo che molti di voi che si sono trovati una o più volte in questa situazione non sapevano da dove partire, quali documenti necessitassero per procedere o a quali tipo di figure fare affidamento.
Questa guida nasce per questo, informare e aiutare quelle persone che in un totale momento di caos emotivo non sanno da dove partire.
“Il nostro compito è quello di essere un supporto completo e sicuro per le famiglie colpite da un lutto, un supporto che riguardi anche tutte le incombenze burocratiche derivanti da un lutto e non solo quelle operative e organizzative di una sepoltura”.
Sommario
Certificato o Estratto di Morte
Che cos’é, a cosa serve e chi lo rilascia?
Il Certificato di morte o l’Estratto di morte sono certificati di stato civile, ovvero documenti ufficiali rilasciati dal comune di residenza. Attraverso il certificato di morte, infatti, gli eredi potranno procedere agli adempimenti burocratici che susseguiranno alla morte del caro. (es. cessazione della pensione, chiusura delle utenze, permessi lavorativi, ecc…)
Il Certificato o Estratto di morte viene rilasciato dal comune di residenza nel caso in cui il decesso sia avvenuto nel territorio di competenza, o se contrario nel caso in cui sia stato trascritto nei registri di stato civile, oppure dal comune di decesso se diverso da quello di residenza.
Cessazione della Pensione
Se un pensionato viene a mancare, quali adempimenti che spettano agli eredi?
Al momento del decesso di un pensionato è compito degli eredi comunicare all’Inps il decesso, qualora non vogliano essere perseguibili penalmente.”
Questo è quello che era previsto fino alla legge 27 dicembre 2002, n. 289, dove in relazione al decesso di un pensionato Inps vengono introdotti due obblighi che non comprendono gli eredi, tutelandoli e velocizzando i passaggi.
A seguito della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e dei suoi sviluppi negli anni, infatti, gli obblighi cadono sui Medici Necroscopici che ne effettuano la constatazione del decesso e alle Anagrafi Comunali che lo comunicano alle autorità competenti.
Essi infatti, entro 48 ore dal decesso sono tenuti a comunicarne il decesso attraverso il canale messo a disposizione dal Ministero dell’Interno, che a loro volta invierà la segnalazione di decesso all’Inps che in automatico individua il soggetto nei propri database e ne sospende il pagamento della pensione.
La Pensione di Reversibilità
Insieme ai Ratei di Tredicesima e Quattordicesima maturati.
La Pensione diReversibilità è la pensione che, alla morte di un lavoratore o pensionato, spetta ad alcuni familiari superstiti, tra questi troviamo:
- Il coniuge;
- il coniuge separato, purché il defunto risulti iscritto all’Ente previdenziale prima della sentenza di separazione;
- Il coniuge divorziato, se titolare di assegno di divorzio e non ha contratto nuovo matrimonio, purché il defunto risulti iscritto all’Ente previdenziale prima della sentenza di divorzio;
- i figli, se minori di 18 anni; studenti di scuola media o superiore con età compresa tra i 18 e 21 anni, a carico del genitore deceduto e che non hanno redito o svolgono attività lavorativa; studenti universitari fino al compimento dei 26 anni, se a carico del genitore deceduto e che non hanno reddito o svolgono attività lavorativa; inabili di qualsiasi età a carico del genitore deceduto;
- i nipoti, equiparati ai figli legittimati includendoli tra i destinatari della pensione di reversibilità, purché di età inferiore ai 18 anni e a carico del dante causa, anche se formalmente non affidati allo stesso;
- i genitori (in mancanza dei sopraelencati) purché con almeno 65 di età, non titolari di pensione diretta o indiretta e a carico del dante causa al momento del decesso;
- i fratelli celibi e sorelle nubili (in mancanza dei sopraelencati) nel caso inabili al lavoro e a carico del lavoratore defunto;
Oltre alla pensione di Reversibilità al momento della presentazione della domanda verrano richiesti anche i Ratei di Tredicesima e Quattordicesima, ovvero i ratei che sono stati maturati a favore del defunto fino al momento del decesso. Gli eredi potranno richiedere la loro quota che sarà calcolata dal primo giorno dell’anno al momento del decesso.
Successione Ereditaria
Successione legittima o testamentaria
La successione ereditaria consiste nel passaggio del patrimoni attivo o passivo di un soggetto ad un altro per causa di morte, essa va presentata entro dodici mesi dalla data del decesso all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base all’ultima residenza del defunto. A partire dal Gennaio 2019 il modello di dichiarazione della successione deve essere presentato esclusivamente in via telematica.
A seguito degli accertamenti fiscali sarà corrisposta l’imposta di successione con aliquote variabili secondo il grado di parentela ed alle quote ereditate. La successione può essere Legittima (dove non è presente un testamento) o Testamentaria (in presenza di un testamento) con i relativi obblighi di natura giuridica e tributaria.
L’eredita a sua volta può essere: accettata in modo puro e semplice, accettata con beneficio d’inventario, rinunciata (con atto effettuato in tribunale).
Per maggiori informazioni non esitare a contattarci, un nostro consulente sarà a tua disposizione per rispondere a tutte le domande e leggi l’articolo su : Articolo Testamento e Successione
Detrazione delle Spese Funerarie
Non tutti sanno che le spese funerarie avute per un lutto possono essere scaricate nella dichiarazione dei redditi o 730, per l’anno successivo a quello della spesa, proprio come le spese sanitarie e assicurative. L’importo detraibile nel 730 o dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti e pari al 19% di € 1.550,00 ovverosia € 294,50 che verranno accorpati alle altre spese sostenute; il tetto limite di reddito annuo, per poter accedere al massimo previsto dalla detrazione, è di € 120.000,00 che diminuisce in percentuale fino all’azzerarsi al superamento di € 240.000,00 di reddito annuo.
L’importo detraibile, ovvero di € 294,50, non varia anche se a sostenere le spese funerarie sono più familiari, ma la detrazione potrà essere frazionata tra le persone tramite una dichiarazione che certifichi la ripartizione delle spese.
Inoltre dal 2016 le persone che porteranno in detrazione le spese funerarie non dovranno per forza avere un vincolo parentale con il defunto.
Dall’anno 2020, invece la detrazione delle spese funebri spetta a condizione che l’onere sostenuto venga effettuato mediante sistemi “tracciabili”, come bonifico bancario, assegno o altri sistemi.
A conclusione quindi, le spese funerarie detraibili saranno quelle ordinarie, ovvero sostenute in occasione di ogni decesso, non quelle sostenute a priori o posteriori come ad esempio l’acquisto anticipato di un loculo, gli oneri del Comune sostenuti negli anni a seguire post decesso,…
Per saperne di più leggi l’articolo completo : Detrazione Spese Funebri
Banca e Sblocco del Conto Corrente
Cosa fare con il conto corrente bloccato?
Se il proprietario di un conto corrente dovesse decedere, si entra in un momento molto delicato che deve essere gestito e regolato seguendo normative ben specifiche e coinvolge diversi soggetti tra i quali , banca, eredi e autorità fiscali.
Una volta che banca viene avvisata del decesso del proprietario del conto corrente scatta in automatico il blocco dello stesso, ed è la legge a stabilirlo per evitare che possano avvenire possibili transazioni che andrebbero a compromettere la divisione ereditaria.
Non sono da escludersi dal blocco anche i conti cointestati; casi di conti correnti cointestati a firma disgiunta, il blocco andrà applicato solo a una parte, quella relativa al de cuius permettendo all’altro soggetto di continuare a operare, invece nel caso di firma congiunta l’intero conto viene bloccato fino alla conclusione delle pratiche.
Nei rari casi in cui la banca non venisse a conoscenza del decesso, gli eredi o chiunque abbia conoscenza del decesso, devono avvisare tempestivamente la banca, fornendo il certificato di morte.
A questo punto lo sblocco del conto corrente potrà avvenire solo a seguito della prestazione di documenti quali:
- certificato di morte;
- dichiarazione di successione, che attesta chi sono gli eredi legittimi. ( essa andrà presentata all’Agenzia delle Entrate, fondamentale per avere il calcolo delle imposte di successione, cosi poter procedere con lo sblocco );
- eventuali testamenti o atti notarili che regolano la ripartizione dell’eredità;
- certificati di stato di famiglia o documenti che attestano i legami di parentela.
La tempistica per lo sblocco è in funzione non solo della data di appartenenza, ma anche della complessità della pratica successoria, cosi che può variare da qualche settimane a diversi mesi. I fondi a questo punto verranno ripartiti tra gli eredi in linea con quanto previsto dalla legge o dal testamento del defunto. In alcuni casi, gli eredi possono chiedere il trasferimento dei fondi su conti personali, o prelevare le somme in base alla loro quota di eredità.
In ultimo ricordiamo che l’accesso ai fondi ereditari può essere soggetto a imposte di successione, che variano in base al grado di parentela degli eredi e al valore del patrimonio ereditario, inoltre, possono esserci costi bancari legati alla gestione della pratica di successione, come commissioni per lo sblocco dei fondi o per la chiusura del conto.
Automobili e Motocicli
E se il de cuius aveva beni mobili intestati?
I beni mobili come autoveicoli e motocicli rientrano a far parte dell’eredità e devono essere gestiti secondo regole di legge previste per la successione e possono essere trasferiti agli eredi o dismessi, ma vi sono alcune procedure burocratiche da seguire affinché il passaggio di proprietà possa essere ritenuto valido.
Una volta avvenuto il decesso del soggetto è importante avere un quadro ben chiaro dei possedimenti dello stesso comprensivo, di valore del patrimonio ed eventuali passività che possono gravare sugli eredi.
In questo caso specifico la proprietà di automobili e motocicli verrà suddivisa tra gli eredi legittimi secondo le regole della successione. Gli eredi possono decidere di accettare o rinunciare all’eredità, chiaramente accettando diventano automaticamente possessori di tutti beni del de cuius, compresi anche i veicoli.
Se uno degli eredi decidesse di voler tenere autoveicoli o motocicli, sarà fondamentale recarsi presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico ) presentando il certificato di morte, il documento che attesti l’accettazione dell’eredità e i documenti del veicolo (libretto di circolazione, certificato di proprietà) così da aggiornare i documenti e completare il passaggio di proprietà.
In caso contrario se il veicolo è vecchio o non più utilizzabile, si potrà rottamare, presentando la richiesta di cancellazione del veicolo sempre all’ente sopra citato il PRA, allegando i documenti necessari.
Per chi decidesse di rinunciare all’eredità, dovrà essere consapevole che rinunceranno anche a questi mezzi. In questo caso, il veicolo rimane parte del patrimonio del defunto, ma dovrà essere gestito dai creditori o dallo Stato, a seconda dei casi.
Coloro che accetteranno il trasferimento della proprietà del veicolo, dovranno anche occuparsi della sua assicurazione, sottoscrivendo una nuova polizza assicurativa intestata al nuovo proprietario o trasferendo la polizza del funto all’erede.
Se nessun erede dovesse accettare il veicolo rimarrà di proprietà del defunto, cosi da non poter essere ne usato ne venduto; in casi articolari lo Stato o le autorità competenti potrebbero confiscarlo con il fine di demolirlo.
Documenti d’Identità
Cosa fare con i documenti di riconoscimento del deceduto?
Nel momento del decesso di un caro i primi averi con cui si entra in contatto saranno sicuramente i documenti d’identità del de cuius, ma cosa fare?
I documenti d’identità del defunto non devono obbligatoriamente essere restituiti alle autorità competenti, quindi se per motivi affettivi possono essere conservati, ma nel caso di smarrimento andranno denunciati all’Amministrazione competente che provvederanno alla cancellazione dalle banche dati.
Assicurazioni
Come comportarsi con la presenza di assicurazioni?
Così come per tutti gli altri ambiti, anche le assicurazioni intestate al de cuius necessitano di una particolare attenzione a seguito del decesso. Sarà fondamentale mettersi in contatto con la compagnia assicurativa per comunicare del fatto avvenuto, attraverso i diversi mezzi come chiamate, lettere, o segnalazioni on line. A questo punto, verranno richiesti i classici documenti come, il certificato di morte e un documento che attesti il rapporto tra il defunto e il richiedente (ad esempio, un certificato di matrimonio o di parentela) cercando di capire quale tipologia di assicurazione era in vigore.
Se il soggetto era intestatario di un’assicurazione auto gli eredi devono aggiornare l’intestatario della polizza e della proprietà del veicolo, per evitare che il contratto venga rescisso, mentre per l’assicurazione casa potrebbe servire modificare l’intestatario.
In alcuni casi, come per le assicurazioni vita, le somme erogate non rientrano nell’asse ereditario, e vanno direttamente ai beneficiari. Tuttavia, per altre polizze, come quelle legate a beni materiali, gli eredi devono decidere se continuare o cessare il contratto.
Per ciò che concerne l’assicurazione sulla vita, saranno coloro che in principio erano stati nominato dal de cuius a beneficiare del capitale, che gli spettava a seguito della presentazione di tutti i documenti necessari, quali:
- Documento d’identità del beneficiario o degli eredi;
- Eventuale testamento o documentazione legale che confermi i beneficiari;
- Certificato di nascita o matrimonio, in base alla relazione con il defunto.
Solitamente, in questo caso si è esenti dalle imposte di successione, ma è consigliabile rivolgersi ad esperti del settore per avere un quadro chiaro.
TFR
In caso di decesso di un lavoratore?
In caso di decesso un lavoratore, la somma maturata a titolo di TFR o trattamento di fine rapporto, entra a far parte dell’asse ereditario e deve essere liquidato agli eredi testamentari o legittimi secondo le norme che regolano la successione.
Per prima cosa gli, eredi devono informare il datore di lavoro del decesso del dipendente. È consigliabile farlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o per, allegando a queste il certificato di morte.
Il TFR deve essere ripartito tra gli eredi secondo le quote previste dal codice civile. Qualora esistesse un testamento, sarà questo a stabilire la ripartizione del patrimonio, inclusa la quota del TFR. In assenza di testamento, la legge prevede una ripartizione tra coniuge, figli e, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado. Una volta ricevuta tutta la documentazione richiesta, il datore di lavoro è tenuto liquidare il TFR agli eredi. Il termine ordinario per l’erogazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge n. 241/1990, la quale prevede 30 giorni per l’emanazione. In alcuni casi la legge può fissare termini diversi.
È importante tenere presente che il TFR è soggetto a tassazione separate, sarà quindi il datore di lavoro che si occuperà di trattenere l’importo dovuto all’erario prima di versare la somma di denaro netta agli eredi.
Seguire attentamente anche questo passaggio da parte degli eredi è cruciale per garantire una corretta gestione del TFR, assicurandosi di riceve quanto dovuto in modo tempestivo e senza complicazioni legali, il nostro consiglio è di affidarsi a un consulente del lavoro e visitare il sito del Ministero del Lavoro, consultando quanto già introdotto.
Fondo Pensione
A chi spetta il fondo pensionistico del de cuius?
Nel momento in cui un soggetto, proprietario di un fondo pensionistico, viene a mancare uno o più soggetti, indicati al momento della sottoscrizione, riceveranno il capitale o quanto maturato fino a quel momento, il tutto regolato dalle specifiche condizioni previste dal contratto stesso.
Se il de cuius aveva nominato predentemente dei beneficiari, la somma spettante, sarà data a loro senza che vi sia necessità della successione, ma se lo stesso non aveva provveduto alla nomina, la somma spettante, entrerà a far parte dell’eredità in base alle regole nazionali.
Le somme del fondo pensionistico possono essere distribuite agli eredi senza particolari imposte, a meno che non siano applicate regole fiscali specifiche.
Vi sono casi nei quali, se il soggetto percepiva già una rendita pensionistica, il contratto del fondo potrebbe prevedere la reversibilità, ossia il trasferimento della rendita ai beneficiari, generalmente il coniuge o altri familiari designati. Se non prevista, la rendita si interrompe con il decesso.
In ultimo è importante specificare che vi è una tassazione agevolata, per piani pensionistici specifici o se il capitale viene traferito in forma di rendita, per i beneficiari delle somme.
Detenzione Armi da Fuoco
Come fare in caso di possesso di armi da fuoco?
Al decesso di un soggetto detentore legale di armi da fuoco è necessario attivarsi nei giusti termini per cercare di evitare problematiche legate alla detenzione delle stesse; per tali ragioni in Italia date le regole restrittive è importante muoversi in modo tempestivo.
I soggetti interessati quali eredi e conviventi, a seguito del decesso, ed entro un massimo di 8 giorni, devono notificare la presenza di armi all’interno dell’abitazione alle autorità competenti come Questura e Carabinieri.
A questo punto vi sono diverse possibilità di azione, se un soggetto erede è detentore del porto d’armi potrà fare richiesta di possedimento delle stesse, optare per la loro vendita o cedere a terzi con regolare porto d’armi o eventualmente le armi potranno essere vendute a un’armeria autorizzata. Ricordiamo che la vendita o la cessione andrà fatta entro 30 giorni.
È anche possibile che a seguito della denuncia, le autorità decidano temporaneamente di procedere con il sequestro delle armi fino alla decisone di come procedere.
Se uno degli eredi, sprovvisto di porto d’armi, desiderasse mantenerle, è fondamentale che ne faccia richiesta, ma se nessuno degli eredi fosse interessato e sprovvisto anche di un acquirente, le armi verranno consegnate alle autorità competenti, che procederanno alla loro eliminazione in modo sicuro.
In questi casi delicati, se coloro che rimangono dovessero avere dubbi figure come avvocati e autorità competemmo sapranno dare tutto le informazioni necessarie.
Utenze Luce, Gas, Telefono, …
Disdire le utenze dopo il decesso.
Le utenze, a seguito del decesso, continuano a funzionare ma è importante per coloro che rimangono pendere in mano la situazione per evitare la sospensione del servizio o altre complicazioni.
Bisognerà procedere con la voltura delle utenze, nel caso in cui vi siano soggetti che desiderano continuare a risiedere nell’abitazione, il tutto presentando i seguenti documenti:
-
- Certificato di morte;
- Documento di identità del nuovo intestatario;
- Codici POD (per la luce) e PDR (per il gas), che si trovano sulle bollette.
Se invece nessuno ha intenzione di continuare ad utilizzare l’immobile, o le utenze non sono più necessarie, gli eredi possono chiedere la chiusura del contratto. In questo caso, il servizio verrà interrotto e verranno letti i contatori per il calcolo delle ultime bollette.
Così come per le utenze di luce e gas, anche le utenze telefoniche e internet richiedono una gestione specifica. Nel caso della linea fissa e nel caso in cui l’abitazione dovesse essere ancora utilizzata è possibile da parte degli eredi continuare ad usufruire del servizio, dopo aver svolto la voltura del contratto, mettendosi in contatto con l’operatore telefonico e presentando la richiesta di cambio intestatario, fornendo il certificato di morte e i documenti necessari.
Se contrariamente a quanto appena detto non dovesse più essere necessario usufruire ella linea si potrà richiedere la cessazione del contratto, che prevede l’invio di una richiesta scritta, allegando la documentazione che attesti l’avvenuto decesso.
Per ciò che concerne la telefonia mobile invece ci sono più possibilità:
Gli eredi possono mantenere il numero di telefono attraverso il passaggio del contratto a un nuovo intestatario, ma se il numero non fosse più necessario è possibile chiedere la cessazione del contratto presentando la documentazione richiesta dal gestore telefonico.
Lo stesso metodo lo possiamo utilizzare per abbonamenti a servizi di streaming, TV satellitare, o altre utenze legate alla tecnologia (ad esempio Netflix, Sky, Amazon Prime, ecc.) traferendo l’abbonamento se il servizio riteniamo che sia ancora utile o dividere lo stesso se non si desidera manterlo, inviando una comunicazione al fonditore del servizio.
In linea di massima i documenti che risulteranno necessari per la chiusura delle utenze sono:
Certificato di morte.
- Documento d’identità del richiedente o degli eredi.
- Codici identificativi delle utenze (ad esempio il codice cliente, il POD per la luce, il PDR per il gas, il numero di telefono).
- Eventuale documentazione che attesti la successione o il rapporto di parentela.
Le tempistiche per il cambio di intestazione o la cessazione delle utenze possono variare a seconda del fornitore.
Solitamente la cessazione risulta essere una pratica più veloce, e tranne in casi particolari con breve spese, mentre la voltura può richiedere anche alcune settimane e può comportare dei costi amministrativi.
Tassa dei Rifiuti
TARI in caso di decesso.
Disdire la TARI o tassa dei rifiuti a seguito del decesso di una persona richiede alcuni passaggi specifici. Il primo passaggio fondamentale è contattare l’ufficio tributi del comune di residenza del defunto, al quale bisognerà fornire il certificato di morte e compilare l’apposito modulo di subentro, voltura o cessazione della tassa. Tra i principali documenti è fondamentale avere con se tutte le informazioni relative all’utenza, come il codice contribuente e l’indirizzo dell’immobile.
Una volta completata la richiesta, è consigliabile verificare che la disdetta sia stata correttamente erogata, così da evitare futuri addebiti.
In alcuni casi potrebbe essere necessario pagare eventuali rate maturate fino alla data del decesso.
IMU
Come comportarsi con l’Imposta Municipale Unica?
L’imposta Municipale Unica, meglio conosciuta come IMU, è un tributo comunale che grava sui possessori di immobili, anche derivanti da successioni ereditarie. In questo caso la gestione dell’Imposta Municipale Unica può sollevare dubbi e perplessità.
A seguito del decesso di un caro proprietario di uno o più immobili e dove la ripartizione di quest’ultimo/i è stata divisa tra uno o più eredi, scattano gli obblighi relativi all’immobile, tra questi il pagamento dell’IMU; essa infatti è obbligatoria dalla data di apertura della successione , ovvero dal momento del decesso del proprietario e non dell’apertura della pratica. Gli eredi in proporzione alle quote ereditate dovranno effettuare, dal giorno del subentro, il pagamento dell’IMU.
E se la persona cara dovesse mancare verso la fine dell’anno? E quindi aver maturato un periodo? Gli eredi dovranno preoccuparsi di versare l’imposta per conto del defunto fino alla data del decesso, tramite il modello F24 indicando i dati anagrafici del defunto e il proprio codice fiscale come coobbligato. Per il periodo successivo al decesso invece, l’IMU dovrà essere pagata a proprio nome.
Informazione in anticipo e la verifica di eventuali criticità o agevolazioni può essere un buon punto di partenza, per questo consigliamo sempre di rivolgersi a professionisti per qualsiasi dubbio o per una semplice assistenza.
Abbonamento RAI
Disdetta canone RAI a seguito di decesso?
Tra i tanti adempimenti a seguito del decesso di un nostro caro, seppur l’attenzione alle piccole cose cala, non bisogna dare per scontato anche le piccolezze. Una di queste può essere il Canone Rai.
Il canone Rai è una tassa dovuta, che viene addebitata direttamente sulla prima bolletta elettrica, una delle prime soluzioni a questo, può essere la disdetta del contratto di fornitura elettrica oppure un voltura a proprio nome.
Nel caso queste soluzioni non possano essere agibili, la più comune rimane il modulo di dichiarazione sostitutiva(Modulo Agenzia delle Entrate ), dove mediante la compilazione e l’invio attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate (Invio On-line ) l’erede o gli eredi dichiarano di essere già intestatari di un utenza dove e dovuta la tassa, evitando così l’addebito del canone.
Badanti
Cosa fare con la badante quando muore l’assistito?
AL momento del decesso di un caro seguito da una badante convivente o meno, nel caso non si necessiti del proseguimento dell’assistenza per altre persone, il contratto va cessato. Questo può avvenire con le opportune modalità previste dal Contratto Collettivo Nazionale Colf e Badanti in base alle differenti circostanze che ognuno di noi si troverà difronte.
Vediamo insieme le principali circostanze da seguire con attenzione nelle prime fasi dopo il decesso; Sicuramente in primo luogo bisogna valutare da chi è stato predisposto il contratto di lavoro, quindi capire chi è il datore di lavoro. Nel caso il datore di lavoro fosse l’assistito deceduto, allora l’onere ricadrà sugli eredi che per ordine e conto del datore di lavoro (deceduto) procederanno con il licenziamento o rinnovo, qualora invece il datore di lavoro non corrisponda all’assistito allora spetterà a lui.
Un altro aspetto da tenere in considerazione nel caso della badante convivente è la residenza di quest’ultima e il diritto di restare in quella casa, difatti in caso di licenziamento oltre alla data di cessazione del rapporto di lavoro, si dovrà riportare la data di termine del diritto restare in quella casa, spostando la residenza qualora sia stata messa, rivolgendosi all’Ufficio Anagrafe del Comune di appartenenza.
Per saperne di più leggi il Contratto Collettivo Nazionale Colf e Badanti (link contratto) nel quale troverai tutte le informazioni in merito e approfondimenti specifici.
Dichiarazione dei Redditi
L’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi di un defunto ricade sugli eredi?
Qualora il soggetto deceduto, dal punto di vista fiscale, nel periodo che intercorre tra l’inizio del periodo d’imposta e la data di decesso abbia percepito redditi e non rientra nelle fattispecie previste per ottenere una causa di esclusione (Istruzioni per Esonero) per egli dovrà essere presentata la dichiarazione dei redditi tramite Modello Redditi PF o Modello 730.
In risposta alla domanda di partenza, sì, gli eredi hanno il dovere di presentare la dichiarazione dei redditi del defunto.
Chi presenterà la dichiarazione per conto di terzi deve compilare due moduli frontespizio riportando il codice fiscale del contribuente deceduto e quello del soggetto che presenta la dichiarazione per suo conto ossia l’erede; Nel primo modulo dovrà barrare la casella “deceduto” mentre nel secondo modulo la casella “Rappresentante o tutore o erede“.
Per qualsiasi informazione noi di San Michele di Ghione A. rimaniamo a completa disposizione, per chiarire ogni eventuale dubbio.
Rinuncia all’Eredità
Quando e perché si rinuncia all’eredità ?
La rinuncia all’eredità è un atto giuridico attraverso il quale un erede legittimo o testamentario decide di rinunciare ai diritti e agli obblighi che deriverebbero dall’accettazione dell’eredità del defunto.
Sono varie le ragioni che portano un soggetto ad un atto di rinuncia all’eredità: un patrimonio ereditario carico di debiti oppure altre ragioni di natura morale, familiare o economica, ciò porterà i creditori a non potersi rivolgere a lui per il pagamento dei debiti ereditari perché non ritenuto responsabile.
Le ragioni per le quali un soggetto decide di rinunciare a quanto lasciato sono molteplici, tra le quali troviamo:
- Situazioni fiscali: In determinate circostanze, la rinuncia potrebbe essere una scelta strategica per evitare complicazioni fiscali o di gestione patrimoniale.
- Rinuncia a favore di altri eredi: Spesso, soprattutto in ambito familiare, si rinuncia all’eredità per lasciare che i beni siano destinati ad altri parenti, come figli o fratelli.
In senso pratico la rinuncia andrà effettuata con un atto formale e pubblico o alla cancelleria del Tribunale competente del luogo in cui si è aperta la successione o davanti a un notaio, in quanto non è possibile effettuare la rinuncia verbalmente o semplicemente ignorandola.
L’atto di rinuncia deve essere depositato presso il Tribunale con conseguente pagamento di alcune spese di registrazione e diritti di cancelleria. È consigliabile, nel caso in cui si temano eventuali richieste da parte dei creditori, agire con tempestività o comunque entro 10 anni dall’apertura della successione.
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Onoranze Funebri San Michele di Ghione A. non può essere ritenuta responsabile per l’accuratezza, la correttezza, l’utilità o l’affidabilità dei dati.
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